Le nostre... le vostre danze

 

LA FURLANA

I nostri spettacoli si aprono sempre con la Furlana, danza di corteggiamento diventata simbolo del Friuli. Di origine molto antica, ha subito profondi mutamenti nel corso dei secoli. Secondo alcuni storici, l’origine di alcune figure coreografiche risalirebbe addirittura all’epoca paleocristiana: infatti sembrerebbero collegate ai riti notturni del sabato precedente la Pentecoste celebrati dalla comunità monastica dei Terapeuti (fondata dall’evangelista Marco, di cui sarebbe documentata la presenza in Friuli). Altri fanno risalire la danza ai tempi del beato Bertrando, patriarca di Aquileia nel XIV secolo. Nel ‘600 comunque la Furlana trovò grande successo a Venezia, dove con l’arrivo degli emigranti friulani si diffuse prima tra i gondolieri e in seguito anche fra la nobiltà veneziana. In pochi anni la sua notorietà fu tale che, dopo aver conquistato prestigio presso altre corti italiane, oltrepassò il confine, giungendo in Francia. Nel 1700 la Furlana arrivò perfino in Turchia, dove Giacomo Casanova racconta di averla ballata durante un ricevimento per accontentare la richiesta dei suoi ospiti, ai quali era giunta la fama di questa leggendaria danza. In quel periodo la Furlana era un ballo molto libero e vivace, quasi selvaggio, tanto da lasciare i danzerini senza fiato. In seguito le movenze sono diventate via via più gentili ed aggraziate. È significativo il fatto che Papa Pio X nel 1914 proponesse la Furlana in alternativa alla diffusione dello “scandaloso” tango argentino. I suoi passi, in alcune parti, sono scanditi dal famoso motivo dialettale «La me morosa vecia».

LA ZIGUZAINE

Il canto accompagna anche altre nostre danze, ad esempio la Ziguzaine, classico ballo di corteggiamento eseguito in cerchio, sui versi di «Mê agne Jacume». Antica danza friulana, affonda le sue origini nella Val Resia e nella Slavonia.

LA ROSEANE

La stessa provenienza la accomuna alla Roseane. Ballata anche dagli Slavi, che la facevano derivare dal modo di ballare dell’orso, sembra fosse anche una parodia delle danze più raffinate dei ricchi. Con le sue rincorse, gli incroci, gli inchini e i sorrisi che si susseguono al ritmo del galoppo, è una danza gioiosa ed allegra, veniva suonata ordinariamente da due violini e un liròn.

LA QUADRIGLIA

Coreografia elaborata anche per la Quadriglia, eseguita invece sul sagrato della chiesa in occasione dei matrimoni all’uscita degli sposi. Come tutte le danze di società, aveva il preciso scopo di far partecipare il maggior numero possibile di persone alla festa. Si avvaleva di una voce fuori campo che conduceva i danzatori alle figure del ballo e tuttora noi conserviamo tali comandi. Per la coreografia e l’armonia questa danza nel 1999 ci ha fatto vincere un premio speciale durante un festival del folclore in Repubblica Ceca!

LA STAJARE

Altro ballo di corteggiamento dal classico passo friulano della mazurca, piuttosto cadenzato e lento, è la Stajare, originaria della Stiria, una regione dell’Austria sud-orientale, e divenuta uno dei balli più diffusi in Friuli. Caratterizzata dai complessi giochi con gli scialli delle ragazze, era ballata originariamente a suon di “tintine”, scacciapensieri, piccolo strumento simile alla lira, con una linguetta d’acciaio in mezzo. Può essere accompagnato dalle parole di «La puarte siarade», di «Tintine, tintone» e di «Oh balistu Pieri», il cui tema è stato perfino inserito da Beethoven nella Sonata opera 81.

LA PINE

La Pine potrebbe essere chiamata danza della domenica. Dopo la messa la protagonista è la ragazza più corteggiata e disinvolta: la Pine. È eseguita sulla musica di un’altra versione della Furlana.

LA GERLE

Una delle nostre danze più coreografiche e personalizzate è il ballo delle Gerle, che vuole essere omaggio al cuore del Friuli, la Carnia. È un’allegoria del lavoro di falciatura dei prati montani, quando l’erba era tagliata a mano e il fieno caricato sulle gerle. Questo termine indica il tipico cesto portato sulla schiena dalle donne friulane per contenere fieno, legna e utensili vari, come i manufatti in legno che poi venivano trasportati a piedi in pianura per essere venduti, arrivando ben oltre i confini regionali.

LA TOROTOTELE

La Torototele è una vivace danza popolare tipica dei giorni di festa: nell’alternarsi dei ritmi ora lenti ora sfrenati, si snoda l’allegria dei ragazzi che la danzano. Sembra rifarsi a una maschera o macchietta popolare, forse veneta, che andava suonando e declamando versi per le piazze e nei ritrovi; l’uso comune è per indicare una persona chiacchierona e inconcludente.

IL CICLAMIN

Alcune tra le nostre danze sono eseguite per tradizione dai danzerini più piccoli e da quelli appena entrati nel gruppo. Tra queste il Ciclamin, danza di corteggiamento nota già nel 1500: rappresenta la festa per il ritorno della bella stagione, in cui fioriscono anche nuovi amori: lo scambio del mazzolino di fiori infatti era uno dei gesti tipici collegati al rituale del fidanzamento.

LA SCOZZESE

La Scozzese, ovviamente originaria della Scozia, testimonia come l’antica presenza dei Celti in Friuli abbia lasciato tracce delle loro tradizioni e della loro cultura.

LA PAESANELLA

La Paesanella è un’allegra danza friulana che veniva eseguita dai contadini sulle aie in occasione delle vendemmie a coronamento delle fatiche del lavoro dei campi.

IL BAL DEL TRUC

La danza più famosa, che quasi tutti avranno sentito almeno nominare, probabilmente è il Bal del Truc: sembra che derivi dall’Ungheria, anche se musica e danza fanno parte del folclore boemo e slavo. Veniva eseguita nei cortei nuziali, quando cioè gli sposi si dirigevano verso la chiesa e quando, al termine del rito, si avviavano verso la casa dello sposo. Come tutte le danze connesse con i riti nuziali era segno di accoglienza della nuova coppia nella comunità e momento propiziatorio per il suo futuro. Potrebbe essere chiamata anche “danza dei fazzoletti”, che vengono sventolati nel giro finale in segno di saluto. Così infatti si conclude la parte del nostro spettacolo dedicata ai balli eseguiti dai ragazzi più giovani. Le danze appartenenti alle tradizioni folcloristiche delle altre regioni d’Italia, sono forse più vivaci e più movimentate.

LA TIROLESE

Tra queste la Tirolese, che come suggerisce il nome proviene dal Tirolo: è una tipica danza di montagna, aggressiva, trascinante e di notevole effetto scenico anche grazie al sollevamento finale delle ragazze schiena contro schiena. Nelle danze friulane invece l’alzare la gonna è molto più limitato, in quanto considerato poco decoroso.

LA MONFERRINA

Di origine piemontese, ma eseguita anche nel bolognese e nella campagna romana, è la Monferrina, danza del corteggiamento che simboleggia la vicenda amorosa dai primi approcci fino alle nozze. Contiene scherzi, moine, da cui deriva il modo di dire «Fare la manfrina», ovvero fare la commedia.

LA TARANTELLA

Il nostro spettacolo si conclude con una danza popolare del Sud Italia: la Tarantella. Il suo nome deriverebbe secondo alcuni dalla città di Taranto, secondo altri dalla tarantola: sembra che la superstizione popolare ricorresse a questa danza come ad un rito propiziatorio per ottenere la guarigione dal morso del ragno. Una bella leggenda napoletana invece attribuisce le origini alla città di Sorrento, dove la Tarantella deriverebbe da una danza delle sirene per incantare Ulisse. La vivacità di questo ballo è resa attraverso l’uso di tamburelli ornati di nastrini colorati, che scandiscono il ritmo della musica.

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